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5 - Leonardo e Salaino

Nel 1482 Leonardo da Vinci lasciò Firenze per Milano, giungendo alla corte di Ludovico il Moro. Qui, come ingegnere e uomo di scienza, studiò la sistemazione del tratto di Adda tra Paderno e Trezzo, allo scopo di renderlo navigabile; come artista realizzò alcuni dei suoi capolavori, dalla Dama con l'ermellino all'Ultima cena.
Nella sua bottega entrò nel 1490 Giangiacomo Caprotti detto Salaino, terzogenito di Pietro Caprotti da Oreno. Salaino, che Leonardo definì “ladro, bugiardo e ghiotto”, acquistò subito un ruolo da protagonista nella vita del maestro, seguendolo nei suoi spostamenti in Italia e in Francia. Tra i dipinti che gli vengono attribuiti vi sono il San Giovanni Battista della Pinacoteca Ambrosiana di Milano e la Gioconda nuda del Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo.
L'importanza del Salaino non va però ricercata nella sua produzione artistica, ma nel ruolo da lui rivestito: Salaino fu infatti uno dei più importanti discepoli e diffusori della maniera di Leonardo nella Lombardia del Cinquecento.