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4 - Il feudo di Vimercate

Concesso prima a Gasparo de Vimercate, poi dal 1475 alla famiglia Secco Borella, il feudo di Vimercate fu tra i più importanti dello stato di Milano.
In epoca altomedievale, il feudo era il premio dato dal signore ai suoi alleati; con la sua concessione non solo si rafforzavano i rapporti tra potere centrale e locale, ma si otteneva un migliore controllo del territorio. In seguito, allo scopo di rimpinguare le esauste casse statali, i sovrani iniziarono a vendere i feudi a chi era disposto a pagare questa “tassa sulla vanità” pur di far parte del ristretto circolo della nobiltà.
Il feudatario locale esercitava anche una serie di diritti che comprendeva l'amministrazione dei primi gradi di giustizia civile e penale, oltre l'incasso di dazi gravanti su alcuni generi alimentari, tra cui pane, vino, carne.
Ai primi del Settecento, in mancanza di un erede maschio, il feudo passava a Giulia; sposata con il conte Giovanni Battista Trotti, avrebbe avuto un figlio di nome Luigi, destinato a essere l'ultimo feudatario. I feudi esistenti nel ducato di Milano cessarono di esistere con l'arrivo dei Francesi.