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09/11 – Incontro con l’arte con G. A. Vergani

9 Novembre 2014

Nuovo appuntamento con Incontro con l'arte, il ciclo di appuntamenti con gli esperti per imparare a leggere un'opera d'arte organizzato dal MUST. Domenica 9 novembre alle ore 16.30 è previsto un incontro dedicato alla pittura tenuto dal prof. Graziano Alfredo Vergani, docente di Storia dell'arte medievale presso l'Univerità degli Studi di Macerata e autore di numerose pubblicazioni sull'arte lombarda tra il X e il XIV secolo. Il prof. Vergani racconterà il Ritratto di Giovanni Antonio Secco Borella (prima metà del XVII sec.) esposto nella sala 4 del museo.

Info

Quota di partecipazione: € 5 (è incluso il biglietto di ingresso al museo)
Prenotazione obbligatoria: 0396659488
Per maggiori informazioni: www.museomust.it/drupal/eventi/incontro-con-l’arte

L'iniziativa rientra nella rassegna Incontro con l'arte -Appuntamenti con gli esperti per imparare a leggere un'opera d'arte promosso dal MUST nell'ambito del Distretto Culturale Evoluto di Monza e Brianza. Incontro con l'arte è un progetto di avvicinamento all'arte che propone un metodo di lettura critica e di interpretazione dell'opera. È rivolto a un pubblico adulto non necessariamente esperto: i partecipanti apprenderanno un metodo di lettura applicabile anche autonomamente, al di fuori degli incontri. La quota di partecipazione è di 5 €, incluso biglietto d'ingresso al museo e la prenotazione è obbligatoria al numero 0396659488. Il prossimo incontro è in programma il 14 dicembre e sarà dedicato alla pala d'altare “L'Immacolata” del Legnanino a cura di Rodolfo Profumo.

IL FEUDO DI VIMERCATE
Il feudo di Vimercate fu tra i più importanti dello stato di Milano. Concesso prima a Gasparo de Vimercate, nel 1475 venne assegnato dagli Sforza alla famiglia Secco Borella. In epoca altomedievale, il feudo era il premio dato dal signore ai suoi alleati; con la sua concessione non solo si rafforzavano i rapporti tra potere centrale e locale, ma si otteneva un migliore controllo del territorio. In seguito, allo scopo di rimpinguare le esauste casse statali, i sovrani iniziarono a vendere i feudi a chi era disposto a pagare questa “tassa sulla vanità” pur di far parte del ristretto circolo della nobiltà. Il feudatario locale esercitava anche una serie di diritti che comprendeva l'amministrazione dei primi gradi di giustizia civile e penale, oltre l'incasso di dazi gravanti su alcuni generi alimentari, tra cui pane, vino, carne. Gli oltre 400 feudi esistenti nel ducato di Milano cessarono di esistere con l'arrivo dei Francesi alla fine del Settecento.
Il conte Giovanni Antonio Secco Borella fu feudatario di Vimercate dal 1475 al 1498. Nel ritratto il conte si presenta in una posa nobile e altera, lo sguardo fisso in avanti, la mano sinistra stretta intorno a un bastone di comando, a ricordare le numerose imprese militari, alle quali rimanda anche la scritta che sintetizza le cariche ricoperte, il prezioso elmo posato ai suoi piedi e la spada cinta in vita. Il dipinto è una raffigurazione postuma, realizzata con ogni probabilità nella prima metà del Seicento. L’abito e l’acconciatura, così come l’impianto e lo stile dell’opera, si rifanno a modelli di Jean Clouet, pittore di corte di Francesco I di Francia, e al Tiziano, che aveva introdotto la tipologia del “ritratto di stato” a figura intera.